Heart of Metal #11: Titici
Siamo tornati con un nuovo episodio di Heart of Metal.
Questa volta intervistiamo Matteo Pedrazzani, Product Manager di TITICI.
Ciao Matteo, grazie per il tuo tempo. Puoi raccontarci qualcosa sulla storia di Titici?
Ciao! Sì, certo. Titici è nata come Tecno Telai Ciclo nel 1961: mio padre iniziò a saldare tubi in acciaio proprio in quell’anno per realizzare due prodotti principali: giocattoli (passeggini per bambole) e manubri per biciclette da bambini. Proprio grazie a questi ultimi entrò in contatto con le aziende che producevano biciclette. Così iniziò a produrre telai per alcuni brand dell’area milanese e, prima del boom della MTB, la produzione era molto legata alle bici da donna, alle BMX e a un modello di bici da bambino che mio padre aveva brevettato, la Fuego, con un particolare sistema di sospensione dato dalla balestra di un camion. Una bici che ho recentemente recuperato su Internet e che ora ho di nuovo con me. E questa è la storia “precolombiana”.
Poi, con il vero boom della MTB, abbiamo intrapreso la strada della produzione di massa, così alla fine degli anni Ottanta siamo stati la prima azienda in Italia a installare la prima stazione di saldatura robotizzata, e nel giro di 4 o 5 anni le stazioni di saldatura erano ben 22, portando Tecno Telai Ciclo a una produzione di 4.500 telai al giorno!






Impressionante, e per quale mercato?
Nazionale, per quanto riguarda il nostro cliente finale, anche se in realtà era europeo. Nel 1992/93 abbiamo prodotto un milione di telai. L’Europa rappresentava circa il 10 percento ed è stata quella l’epoca d’oro di Tecno Telai Ciclo per la produzione di telai. Mio padre non ha mai avuto l’aspirazione di avere un brand con il suo nome, quindi non c’è un nome da ricordare, ma abbiamo avuto un milione di italiani che pedalavano sui nostri telai, tanto per dire.
Certo, a quel punto solo una piccola parte della nostra produzione era realizzata con tubi Columbus, mentre molte forcelle brasate provenivano da Columbus. Anche mia madre, in quegli anni, lavorava alla stazione di saldatura robotizzata. I primi anni Ottanta sono stati un periodo importante per la brasatura delle forcelle. Infine, a un certo punto degli anni Novanta, abbiamo iniziato la produzione di massa per private label.
Nell’“era attuale”, quando avete ricominciato a utilizzare tubi Columbus?
Quando la produzione di telai in acciaio e lega si è spostata in Estremo Oriente, questo ci ha distrutti commercialmente, così nei primi anni 2000 abbiamo deciso di spostare la produzione di telai dall’acciaio per concentrarci sulla fibra di carbonio, prodotta in Italia, sotto il nome Titici. Era il 2002. Il brand si è sviluppato principalmente nel segmento MTB e, grazie all’arrivo delle 29″, siamo stati il primo brand in Italia a realizzare un telaio MTB in carbonio da 29″.
Nel 2017 abbiamo deciso di portare Titici all’interno di Trerè Innovation, azienda leader mondiale nella produzione tessile, con sede a pochi chilometri dalla nostra, che condivideva con noi gli ideali di innovazione e produzione in Italia.
Così Titici ha deciso di guidare un progetto di sviluppo che unisse heritage e dettagli innovativi, aspetti che si fondono nella nostra attuale proposta di telai in acciaio. A partire dal 2019/20 abbiamo lavorato con il team Columbus per realizzare un set di tubi speciale, capace di rispondere al nostro design PAT in fibra di carbonio.
Di cosa si tratta?
Il Progetto Sessanta è il risultato di due anni di sviluppo e lavoro tra gli ingegneri TITICI e i tecnici Columbus, per produrre tubi speciali progettati in esclusiva, basati sul nostro tubo orizzontale PAT. PAT significa Plate Absorber Technology, il brevetto che ci permette di realizzare un tubo orizzontale dalla forma speciale che si assottiglia fino a diventare una sola lamina di carbonio. Il risultato è sorprendente. Le vibrazioni si riducono fino al 18%, per un comfort e una sicurezza superiori. Tutto questo senza alterare la rigidità necessaria per garantire reattività e prestazioni da gara. Dopo due anni di test e modifiche è finalmente nato il PAT.P, la versione in acciaio del nostro celebre PAT, e abbiamo deciso di applicare questa nuova tubazione nel nuovo Progetto Sessanta: due telai in acciaio, modelli Strada (road) e Sterrato (gravel). Qui vogliamo portare avanti la storia e l’innovazione di Titici in chiave moderna.
E quale set di tubi utilizzate per produrre il telaio Strada?
Utilizziamo Columbus Spirit HSS triplo spessore, realizzato su misura per Titici. Oltre al tubo orizzontale, sono previste lavorazioni aggiuntive sui foderi alti e abbiamo adottato il tubo sterzo maggiorato per il passaggio cavi interno e per conferire al modello un look e un feeling moderni.
È la prima volta che utilizzate questo set di tubi?
Strada e Sterrato sono i primi due modelli in acciaio che incarnano il progetto Progetto Sessanta.
Allora potresti raccontarci qualcosa in più sul vostro modello stradale in acciaio, Strada?
Il focus narrativo di questo telaio Strada si concentra sul tubo orizzontale, e l’idea era quella di portare lo stesso look su tutta la nostra gamma e anche sul progetto acciaio. Oltre al ‘press crush’, questo è il risultato della grande collaborazione tra Columbus e Titici, che ci ha permesso di ottenere un tubo orizzontale particolarmente schiacciato, dal profilo sottile e dalla forma peculiare che lo rende unico e distintivo del brand. Anche di fronte a quantità ‘piccole’ Columbus ci offre la possibilità di trovare la soluzione migliore per le nostre esigenze e per i nostri clienti.
Nel dettaglio, il tubo orizzontale presenta la classica forma TITICI del sistema PAT (Plate Absorber Technology) utilizzato sui telai in carbonio, che nel caso dell’acciaio si concretizza nel PAT.P (Plate Absorber Technology Pressed). La forma piatta e sottile del tubo schiacciato aiuta a ridurre le vibrazioni senza compromettere la rigidità e le prestazioni del telaio.
Il telaio mantiene un sapore classico, ma con tecnologie moderne: passaggio cavi interno, freni a disco, tubo orizzontale realizzato con sistema PAT.P, che lo rendono adatto a un ciclista esigente ed esperto, alla ricerca di performance ma con attenzione a comfort, piacere di guida e sicurezza, che solo l’acciaio sa offrire.
Il tubo sterzo maggiorato (la sezione misura 1 1/2″ invece del tradizionale 1 1/8″) permette il passaggio cavi interno con un design pulito e aerodinamico, offrendo stabilità e precisione di sterzo anche nei tratti più impegnativi.
Il movimento centrale T47 è ormai uno standard necessario per il passaggio cavi interno e la migliore tenuta.
I foderi alti sono saldati sotto il tubo orizzontale PAT.P per ottenere un carro posteriore con triangolo compatto, che rende il telaio rigido e agile, migliorando le prestazioni e la trasmissione di energia.
Chi è il cliente ‘tipo’ del progetto Sessanta Titici?
Uno degli slogan di Titici negli anni 2000 era “don’t follow the mass, overcome it.” Il cliente abbraccia questa filosofia, è molto attento alla personalizzazione, dalla geometria al colore, e cerca un telaio che si discosti da quelli canonici anche nelle scelte tecniche, come il caratteristico e funzionale tubo orizzontale flessibile. È un cliente attento e competente.
E quali sono i vostri principali mercati?
Germania, Austria, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, Repubblica Ceca e ora nuovi mercati come Israele, Corea, Australia e stiamo espandendo come detto la nostra distribuzione a livello mondiale.
Quindi, per concludere, come definiresti i tubi Columbus in tre parole?
Valore. Parlare di Columbus significa parlare di valore.
Storia, di innovazione.
Qualità, la qualità unica che ci permette di realizzare un prodotto migliore.
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Foto: cortesia Titici
@titicibike
@titici.com